L’estetica oncologica negli ospedali: oltre 700 professioniste formate da OTI
Portare l’estetica oncologica negli ospedali significa affiancare alle terapie un’attenzione competente alla pelle, all’immagine e alla qualità di vita. È il percorso raccontato da ConfineLive in un approfondimento firmato da Nadia De Santis, dedicato alla diffusione del metodo OTI – Oncology Training International in Italia.
Nato negli Stati Uniti nel 2000, il metodo è arrivato in Italia nel 2013 grazie ad Angela Noviello, Presidente OTI. Oggi è attivo in 60 ospedali italiani e ha formato oltre 700 professioniste, all’interno di una rete internazionale presente in 12 Paesi e composta da più di 20.000 professionisti certificati.
Durante le terapie oncologiche la pelle, le unghie, i capelli e la percezione del proprio corpo possono cambiare profondamente. L’estetista specializzata interviene con trattamenti complementari sicuri, personalizzati e costruiti sulla storia clinica della persona, in collaborazione con il personale sanitario. La competenza tecnica incontra così ascolto, sensibilità e responsabilità.
Il percorso italiano ha preso forma all’Ospedale San Raffaele di Milano, dove la collaborazione con l’équipe medica ha permesso di trattare pazienti in terapia oncologica e di contribuire alla prima pubblicazione scientifica sul tema. Le evidenze raccolte hanno mostrato benefici sulla qualità di vita, sul sonno, sull’ansia e sulla gestione di alcuni effetti collaterali.
L’esperienza OTI coinvolge oggi donne, uomini, adolescenti e bambini. Nei reparti pediatrici le professioniste certificate portano cura, sollievo e continuità alla percezione di sé, offrendo un tempo in cui la persona torna al centro del proprio percorso.
Per Angela Noviello, questo è il punto essenziale: accanto alla cura della malattia, la qualità di vita merita spazio, competenze e presenza. L’estetica oncologica entra negli ospedali con questa responsabilità: sostenere la persona con protocolli fondati sulla sicurezza e su una formazione specifica.
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Data: 20 Luglio 2026
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